Sailor Moon Crystal 3 (che la seconda se la so’ magnati con la prima)

Da ragazzini il fingere di fronte ai propri amichetti che Sailor Moon ci facesse schifo era uno sport nazionale. Noi che i “cartoni per femmine” non li guardavamo ma che stranamente conoscevamo vita morte e miracoli di tutti i personaggi. Com’è tornare a guardare Sailor Moon nella versione riveduta e corretta tanti anni dopo?

Partiamo da una necessaria premessa: nell’anime originale la struttura delle puntate era fatta con lo scopo nobilissimo di allungareilbrodo farci conoscere meglio i personaggi fornendoci molteplici puntate che con la trama principale avevano poco a che fare. Ogni settimana c’era un cattivo di mezza tacca da far fuori e la cosa non ci sembrava strana perché al tempo non avevamo termini di paragone. Ora seppur questa cosa appaia deleteria ai nostri occhi abituati a serie da 13/26 puntate al tempo la cosa funzionava specialmente con una serie epica come la terza stagione di Sailor Moon (Sailor Moon S).
A distanza di anni molte delle sequenze, le musiche (oddio quelle erano memorabili ❤ ) ed il finale della serie la pongono sul gradino più alto tra le stagioni di Sailor Moon.
Dopo aver visto la prima stagione di Sailor Moon Crystal non mi ero fatto alcun problema a bollarla come “serie per nostalgici”: con la scusa di una maggiore aderenza al manga originale ci hanno riproposto uno dei franchise più redditizi cercando di andare al risparmio con animazioni, character design e tutto il resto. Questa nuova stagione segna un netto passo avanti e ci restituisce quello che sarebbe dovuto essere Crystal fin dal principio: un rispettoso tributo all’anime originale con la storia del manga. Qui non c’è un tassello fuoriposto e tutto funziona come deve e, tolta la “trasformazione obbligatoria da accordo sindacale” francamente il tutto è godibile anche senza stare a pensare al passato.
Visto il risultato ottenuto la prova che aspetta coloro che si dovranno occupare della quarta stagione sarà tutt’altro che facile: non solo si troveranno di fronte uno degli archi narrativi più controversi ma oltretutto dovranno mantenere i buoni standard che quest’ultima serie è riuscita a raggiungere. Io nel frattempo, seduto comodamente davanti al mio pc sorrido pensando a quei tempi in cui anche guardare Slayers poteva essere un marchio di infamia.

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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