La sparizione di Yuki Nagato (più bonus track non richiesta)

Sono un Haruhista e sono abbastanza contento di esserlo. Fin dagli esordi della prima serie (che ho recuperato l’anno successivo se non ricordo male) per poi passare per i romanzi, la seconda serie ed il film. A parte gli spin off ed il manga non mi sono fatto mancare niente e mi è piaciuto quasi tutto (quel quasi sapete a cosa è riferito 😀 ).
Ho deciso di guardare “La sparizione di Yuku Nagato” non tanto perché fossi interessato alla storia, ma perché sentivo la nostalgia di quei personaggi e delle situazioni paradossali di cui “La Malinconia” era piena.
Comincio dicendo innanzitutto che questo spin-off condivide solo i personaggi con la serie principale e il setting è quello di una commedia romantica con protagonista, manco a dirlo, la cara Yuki. La sostanziale differenza però è che la protagonista ha una personalità molto diversa: una ragazza timida ed impacciata, innamorata di un Kyon che non sembra accorgersene.
I primi episodi sono un po’ lenti e ad una prima impressione deboli, ma la serie cresce con le puntate e riesce a coinvolgere. A dispetto della leggerezza di buona parte delle puntate, non mancano anche spunti di riflessione e citazioni a profusione della vecchia serie: ho apprezzato moltissimo “la sparizione” e ciò che ne è conseguito, anche se il “finale non finale” potrebbe far storcere il naso.
Se vi siete sempre chiesti come sarebbe stata “La malinconia” senza effetti speciali e con una buona dose di romanticismo dovete assolutamente guardare questa serie.

Bonus track: Sailor Moon Crystal
Approfitto dell’occasione per parlarvi in breve di questa serie terminata proprio oggi: come forse saprete si tratta del remake dell’anime di Sailor Moon con la trama fedele al fumetto comprendente i primi due archi narrativi. La domanda che mi sono fatto guardandola è “ne è valsa la pena?”. A mio parere sì, ma la cosa non è tanto semplice.
Il vecchio anime aveva due difetti: una trama con delle differenze anche importanti ed una struttura degli episodi a dir poco ripetitiva (“mostro della settimana” per capirci).
Il nuovo anime, essendo una fedele trasposizione del manga, è decisamente più scorrevole e del tutto privo di filler. Ma la magia che si respirava nelle puntate “significative” della vecchia serie è del tutto scomparsa: il finale epico della prima stagione e l’atmosfera cupa della seconda paiono un ricordo lontano.
Da vedere solo dopo aver visto l’originale (magari evitando di leggere il manga per non rovinarvi la sorpresa).

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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