Rimettere in ordine

Universal Mind è un piacevole ricordo di tempi antichi in cui non facevo altro che ascoltare roba sparata a mille all’ora nella convinzione che la musica tecnicamente ineccepibile fosse l’ideale cui dovevo tendere (poi sono passato attraverso un periodo minimalista che rivoltò tale condizione come un guanto, ma questa è un’altra storia…).

Guardare al passato per trarre spunti per ricominciare è una delle mie abitudini più radicate. In ogni fase della mia vita potrei delineare una piccola colonna sonora, un riferimento spazio-temporale che mi consentirebbe di ricostruire quei momenti con buona approssimazione.

Sono distante dalle serate passate solo con una pessima birra (ne provavo di diverse ogni volta per trovare quale fosse la peggiore) a scrivere deliri ascoltando Octavarium o Emilia Paranoica (convergenze parallele). Tornando a noi, stavo scandagliando la mia directory su Foobar alla ricerca di un album di breve durata (per poi aggiungerci roba random in seguito e ascoltare lo stesso musica per più tempo di quanto preventivato 😀 ) e il mio occhio cade su una mia vecchia passione d’infanzia: Rimmel del buon vecchio Francesco.

“Tanti saluti al signor Hood da parte mia”

Non ci sono parole per descrivere il senso di nostalgia che mi porta questo disco. Forse potrei dire con relativa certezza che si tratti del primo “album” che abbia mai ascoltato per intero, cantato dall’inizio alla fine, consumato senza un motivo preciso. A tutt’ora se mi chiedo perché mi piacesse non saprei darmi una risposta. E’ un disco dove le metafore, le allusioni più o meno velate ed uno spiccato romanticismo sovrastano l’aspetto musicale nel vero senso della parola. Alcuni dei pezzi li vivo tutt’ora come degli inni (Il Signor Hood, Pablo, Piano Bar, Pezzi Di Vetro, Rimmel, Le Storie Di Ieri… insomma quasi tutte!) e le frasi di volta in volta balzano alla mia mente.

“Inserire frase a caso da canzone a caso presa dal disco”

E la musica com’è? A me è parsa sempre abbastanza varia, anche se mai sopra le righe: a mio parere la voce è la vera protagonista e la vera anima dell’LP. Non aspettatevi nulla di trascendentale, ma un perfetto accompagnamento per delle bellissime poesie (ma non starò esagerando? Forse…). Ad ogni modo provate ad ascoltarlo, si trova ovunque anche ad un tozzo di pane (specialmente se beccate il terrificante remaster cartonato da inserto a giornale).

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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