Non è facile

Le parole sanno essere sfuggenti, alle volte. Ho smesso di pensarti, cara/o Atashi, non guardo più con attesa se qualcuno passa a trovarti, se per caso un messaggio lasciato in segreteria contiene qualcosa di intelligibile.

Ti ho lasciato sola/o perché le idee nascono e muoiono nel giro di pochi attimi, perché mi sono reso conto che molte delle cose che potrei dirti sarebbero vuote e prive di emozioni. Sia ben chiaro, la colpa è solo e soltanto mia. Mia perché preferisco piangere in un angolo, solo, senza che nessuno lo venga a sapere. Mia perché non reagisco come vorrei, perché non ti offro più nulla di ciò che amavi, nulla di ciò che ti rendeva quello che eri.

Spero che questo possa colmare in parte il vuoto lasciato in tutti questi mesi, o perlomeno costituire un nuovo inizio su cui costruire una Radio Atashi rinnovata e cangiante.

“Death is not the end but only a transition…”

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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