Invito all’Ascolto: Gli Squallor

In questa nuova rubrica (che si spera abbia un degno seguito) ci accingiamo a parlare di un gruppo che potremmo tranquillamente definire come “il padre di tutti i gruppi demenziali”, ovvero Gli Squallor.
Fin dalle origini del p2p in Italia è prassi comune che ogni qualsivoglia canzone umoristica sia inevitabilmente attribuita a loro (e a Prophilax e Gem Boy) ma dubito che in molti abbiano avuto occasione di ascoltare la loro sterminata discografia.
Sgombriamo il campo da eventuali equivoci premettendo che come gruppo hanno ben poco da spartire con i loro eredi: è difficile comprimerli in un genere preciso e d’altronde le loro canzoni “parlate” restano un unicum che nessun altro si sogna di copiare. E’ altresì vero che è possibile trovare molti elementi sviluppati successivamente all’interno dei dischi degli Squallor, a cominciare da quella carica eversiva che avevano ai tempi (a mio parere alcuni pezzi la hanno a tutt’oggi :D).
Da dove cominciare? A mio parere il modo migliore di approcciarsi a questo gruppo è quello “storico”: ascoltate questa canzone e poi, se la cosa vi aggrada proseguite procurandovi i dischi che vi consiglierò di seguito.
Se invece volete farvi un’idea veloce per capire di cosa stiamo parlando (ma ve lo sconsiglio) potete ascoltare la seguente playlist:

1. Ti Ho Conosciuto In Un Clubs
2. Santanna
3. L’Alluvione
4. Berta
5. Unisex
6. Radio Cappelle
7. Chi Cazz’m’o Fa Fà
8. La Ricreazione
9. Mia Ha Rovinato Il 68
10. Albachiava (questa la conoscono anche i sassi, ma non si sa mai :D)

Dischi consigliati: Troia, Palle, Vacca, Pompa e Cappelle sono imprescindibili. La produzione seguente è abbastanza altalenante, quindi per forza di cose consigliata solo agli appassionati. Del periodo successivo gli unici dischi che mi sentirei di consigliare sono “Tocca l’Albicocca” e “Manzo”, ma vi avverto che non sono allo stesso livello dei capolavori degli anni ’70.

P.S.: il mio parere è molto lontano dall’essere quello di un esperto, ma piuttosto è da considerare alla stregua di un’impressione d’ascolto. Ci mancherebbe pure che su Radio Atashi ci mettiamo a fare critica musicale 🙂

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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