Terry Brooks: impressioni sulle opere (parte 3)

Per chi volesse dare uno sguardo alle puntate precedenti può iniziare da qui (oppure scorrere un po’ l’homepage che è cosa buona e giusta :D).

Gli anni passano. I nostri gusti cambiano… la nostra visione delle cose può subire drastici cambiamenti. Oppure, più semplicemente, certe cose proprio non ci piacciono.

5) Saga del Viaggio della Jerle Shannara (La strega di Ilse, Il labirinto, L’Ultima Magia)

Non sapete quanto mi pesi parlare di questa serie (e della successiva, purtroppo). Terry riprende il mondo di Shannara diversi anni dopo gli eventi narrati del ciclo degli Eredi. Ma nel frattempo le cose sono cambiate. Le premesse per una bella storia ci sono tutte: protagonisti azzeccati, un Walker sopra le righe, l’idea che un passato remoto esca nuovamente alla luce, l’evoluzione tecnologica…
Peccato che faccia seguito una narrazione opprimente, alcuni sacrifici forzati e un finale che dire monco è usare un eufemismo.

6) Saga del Druido Supremo di Shannara (Jarka Ruus, Tanequil, La Regina degli Straken)

Se la saga precendente mi ha deluso in larga parte è colpa di questo seguito. L’idea di Terry di ambientare parte di questo racconto nel mondo del Divieto è un’idea riuscita a metà: prendere il personaggio “forte” e relegarlo ad un ruolo secondario è davvero difficile da digerire. Il nuovo protagonista è la copia sbiadita dei vari Ohmsford che avevamo già visto. Dell’originaria Shannara rimane ben poco, mentre l’interessante spunto “tecnologico” della saga precedente, portato alle estreme conseguenze dà risultati discutibili. Dov’è finita la magia?

7) Saga della Genesi di Shannara (I Figli di Armageddon, Gli Elfi di Cintra, L’Esercito dei demoni)

Il cerchio si chiude. Il mondo del “Demone”, tanto simile al nostro è giunto alla fine. Il nuovo inizio è il mondo di Shannara. Su questa semplice premessa (mi si perdoni lo spoiler, ma è inevitabile) Terry riesce a costruire un racconto post apocalittico pregevole. Un mondo dove la speranza sembra essere scomparsa, dove i buoni sanno di aver perso la battaglia.
Il punto di incontro con Shannara è nel secondo libro, con l’introduzione nella storia degli Elfi. A prima vista un inclusione un po’ forzata ma dopo qualche pagina ci ho fatto l’abitudine (un po’ come i protagonisti :)). L’epilogo è un qualcosa di meraviglioso (finalmente). Da prendere rigorosamente dopo aver letto la saga del “Verbo e il Vuoto”.

Le mie impressioni si fermano qua. Aspettando pazientemente le edizioni economiche delle saghe successive ovviamente 🙂

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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