Editoriale 14 febbraio 2012

In questo articolo elencherò una serie di pensieri spontanei nati casualmente.

[YUKI]

Mancano poche ore al verdetto. So di essere colpevole, ma la cosa non mi aiuta neanche un po’. La mia donna mi osserva pensosa, non conosce la verità dietro le mie parole. La mia deposizione è impeccabile, non lascia trapelare neanche il minimo dubbio sulla mia innocenza.
L’avvocato della difesa cerca di trovare un appiglio, una contraddizione… ma è impossibile. Ho passato la mia intera esistenza mentendo, sono la dimostrazione vivente del paradosso del mentitore. Anche se dicessi a tutti: “Sì, sono stato io, condannatemi!” riuscirei in qualche modo a salvarmi.

[WINO]

Le persone che ho lasciato sulla strada per diventare un’eremita sono innumerevoli. Non è stato facile lasciarmi alle spalle le amicizie che avevo. Ogni giorno dovevo convincermi che la cosa migliore fosse restare da solo e combattere contro i miei demoni.
Nel tempo sono cambiato. Ho lasciato che le cose scorressero senza che le mie emozioni trasparissero. Non ho odiato. Non ho amato.
Solo una sincera indifferenza poteva rendermi indipendente, unico ed inarrivabile. Abbandonare l’amore è stato molto più facile: nessuna ragazza desidera accanto a se’ una persona che non si cura dei beni terreni.
Dall’alto del mio eremo osservo il passaggio delle coppie al brillare della luna. Nessuna di loro passerà di qui l’anno prossimo.
Ma ormai, è del tutto inutile pensarci.

[Yui Horie]

Oggi ho deciso di fare qualcosa di bello. Ho preso l’autobus e sono andato in città. Era tanto tempo che non lo facevo. Sono entrato nella mia libreria preferita ed ho iniziato a girare senza una meta precisa. Solitamente entro, compro il libro che desidero per poi tornare a casa nel minor tempo possibile. Questa volta invece sono rimasto in attesa di qualcosa. O di qualcuno. Passerà qualcuno in questo bel posto, no?
Prendo Kitchen tra le mani ed inizio a leggere la quarta di copertina. So a memoria la storia, è uno dei miei libri preferiti. Vorrei comunicare questo mio sentimento anche ad altre persone, magari ad una bella ragazza. Una ragazza con cui condividere le mie passioni.
Non faccio in tempo a leggere le prime righe che una brunetta sulla ventina mi rivolge le sue attenzioni. Sento che c’è qualcosa di più nel suo sguardo. Sento che forse sto facendo la cosa giusta.

[Aya Hirano]

I minuti scorrono veloci. Il tempo passa in fretta quando ti diverti. Un concerto di un gruppo rock con una vocalist meravigliosa. Forse un po’ stonata rispetto ad altre cantanti, ma ci mette davvero l’anima in quello che fa. Per non parlare del repertorio, tutta roba di prim’ordine. La guardo con un po’ di invidia, dato che vorrei esserci io a cantare al posto suo.
So a memoria i testi, ho imparato perfino la pronuncia di tutte le parole in quella lingua aliena… ma ciò non è bastato.
Canto a squarciagola, perso in mezzo alla folla. Nessuno mi ascolterà, né ora né mai.

[Galileo Galilei]

Riascoltare due volte la stessa canzone nella stessa giornata è qualcosa che faccio di rado. Deve spingermi una necessità inconsueta a farlo. Un po’ come quando da ragazzino feci tanti chilometri solo per sentire un no. Un po’ come quella volta che dissi “finalmente! Ora potrò restarmene un po’ in pace!”. Ora sono solo ad ascoltare una melodia ipnotica pensando al futuro imminente. Chissà dove ho lasciato tutte le ragazze che ho amato, chissà come se la passano senza di me…
Lascio da parte quello strano senso di malinconia e mi volgo verso la finestra a guardare il bianco paesaggio. L’isolamento porta strani pensieri alla mente. Ogni pagina che sfoglio aumenta il mio disappunto. Sappiate che in fondo al cuore, vi voglio ancora bene.

Come di consueto, terminano le trasmissioni di Radio Atashi. A chi volesse divertirsi a cercare i riferimenti, lo invito a riascoltare le nostre playlist… magari troverà qualche spunto interessante.
Buonanotte e buon ascolto.

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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