Registrazioni d’archivio 3: Le nuove antinomie

Spolverando il possente archivio di Radio Atashi è riemerso un testo filosofico liberamente ispirato a Kant. Chiedo scusa fin d’ora ai filosofi che leggeranno questo testo.
Ritorno dei pensieri metafisici sulle antinomie della
ragione: pensieri opposti che meritano attenzione e
rispetto in tutte le loro rappresentazioni, sia positive
che negative. Questa trattazione approssimata non rappresenta
nessuno dei due punti di vista come “migliore” rispetto all’altro.
La notazione usata riflette una convenzione stabilita prima
che l’autore effettuasse le redazione di questo testo.

[Prima antinomia: Esistenza di Dio (con la maiuscola per non offendere chi crede)]

(positivo)
L’esistenza di Dio, dimostrata da Sant’Agostino ed altri, non necessita
di ulteriori considerazioni. Le uniche considerazioni attuabili sono
quelle di natura morale: l’esistenza di un essere assolutamente necessario
postula tutte le regole di ordine morale che ci sentiamo di imporci e di
imporre alla società. L’esistenza di Dio ci permette di avere una giustizia
altra da quella di questo mondo, che punisca i peccatori ed eventualmente
premi coloro che si avvicinino alla santità. Porre di necessità la non
esistenza di tale entità fa cadere tutte le leggi morali che regolano le
nostre esistenze: il risultato è evidente ed è sotto gli occhi di tutti.
L’anarchia della morale non porta altro che la perdita della nostra stessa
umanità.

(negativo)
Ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio è stata confutata, dimostrando
che nessuno di noi può ambire una conoscenza di questo tipo. Postulare
la non esistenza di un essere assolutamente necessario non fa crollare
nessun tipo di costruzione fisica, non rende assolutamente instabile
l’universo. Il nostro ordine morale è stato creato dal susseguirsi dei
secoli, coerentemente con la nostra evoluzione fisica: tale ordine,
per forza di cose, non è assolutamente immutabile nè assoluto.
La percezione della moralità è un fatto interno alla persona ed è la
persona stessa che stabilisce le regole di convivenza che non vengono
regolate dalle leggi costituzionali. Peccato e reato sono entità distinte
che non vanno confuse. La stessa pretesa di realizzare religioni univeralmente
condivise (vedi scismi ed eresie) è assurda, in quanto pone individui,
per forza di cose non infallibili, a porre dogmi assoluti senza alcun tipo
di motivazione razionale o comprensibile.

[Seconda antinomia: Finalità dell’esistenza umana]

(positivo)
Ciascun uomo nasce grazie ai suoi genitori, e nel corso della sua
esistenza matura uno scopo su cui basare la sua esistenza. Tali scopi,
che siano ideali o meno, pongono una base per la prosecuzione della
vita stessa. Sostanzialmente non ci sono differenze apprezzabili
tra chi vive per scopi nobili o per scopi banali: che gli scopi si
rinnovino o rimangano sempre gli stessi la nostra vita è tesa alla
loro realizzazione. Avere uno scopo persistente per continuare a
vivere ci permette di superare molte difficoltà: il cadere di uno
scopo non implica necessariamente la fine della nostra esistenza.

(negativo)
In senso assoluto, al di là del perpetuarsi della specie, non ci
sono scopi per la nostra esistenza. Possiamo illuderci di averne
qualcuno, ma la nostra è una mera illusione: noi viviamo semplicemente
per vivere la nostra vita. Accettare la non esistenza di uno scopo
assoluto ci permette di non avere delusioni irremediabili, può aiutarci
a rinunciare alla nostra esistenza se riteniamo che non sia più degno
viverla, ci permette di fare come tutti gli altri senza avere vincoli
con la causalità. Accettare di non avere uno scopo è una libertà assoluta.

[Terza antinomia: Esistenza dell’Amore Eterno]

(positivo)
L’amore è una forza che muove tutte le cose: a chiunque sarà capitato
di fare stupidaggini o cose squisitamente irrazionali per compiacere
la persona amata. Ciascuno di noi sperimenta nella sua esistenza
forme di amore più o meno forti, alcuni sperimentano una forma di amore
che si perpetua al di là della scomparsa della persona amata.
Pensare che esista per tutti la possibilità di godere di una tale
emozione ci porta a vedere la nostra esistenza come meritevole di
essere vissuta, ci porta ad accettare la sofferenza ed il dolore.
L’amore è l’ultimo baluardo della famiglia tradizionale.

(negativo)
L’amore non esiste: esiste semplicemente il desiderio di raggiungere
il piacere. Tale necessità è dettata da motivi prettamente biologici,
è dettata dalla procreazione. Negli ultimi decenni abbiamo assistito
ad una liberazione sessuale, che ha portato a definire un nuovo confine
ed una nuova concezione dell’amore. Quello che viene propagandato come
amore è semplicemente il bisogno sessuale, e come tale, una volta
raggiunto l’obiettivo (rappresentato da uno o più rapporti), cessa
di avere una spinta propulsiva tale da portarlo all’eternificazione.
A questo mondo non c’è nulla di eterno, e pensare che un sentimento
possa esserlo è uno dei tanti retaggi culturali che ci portiamo dietro.

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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5 risposte a Registrazioni d’archivio 3: Le nuove antinomie

  1. Chiko ha detto:

    Le religioni hanno sempre fatto parte della cultura dei popoli. è un binomio inscindibile. è stato molto più pretenzioso nel corso della storia il voler uccidere le culture dei popoli(vedi Cina e Russia). La Cina è stato un fallimento totale. Oggi è un popolo senza cultura che aspira al modello consumistico occidentale(mica so scemi).
    Alla base di tutto c’è qualcosa che muove i fili. OK tu dici i sentimenti sono dovuti al cammino evolutivo del nostro cervello. Cervello che è fatto di materia. E la materia che cosa é? penso sia sbagliato dare per scontato tutto. Ancor di più affidandosi al progresso scientifico e tecnologico(che si basano su conoscenze della fisica). Penso tu abbia sentito parlare della matematica astratta, c’è , esiste, eppure non ha un solo modello reale. L’amore non è palpabile ma lo senti. L’amore non è appagamento della sessualità.
    Trovare una persona o delle persone con cui rispecchiare il proprio sentire è un appagamento ben più alto.
    Ognuno poi pensa come più gli piace.

    • Fabio ha detto:

      Ma quelle non sono certo le mie opinioni… quello che hai letto è un esercizio di stile (o forse, impropriamente, un omaggio a Kant :D).
      Io non prendo a cuore nessuna delle teorie che espongo (che come potrai ben vedere presenta due punti di vista contrapposti).
      Sono estremi entrambi concepibili e accettabili, e poi, come tu stesso hai detto “Ognuno poi pensa come più gli piace”.

      • Chiko ha detto:

        Scusa forse è una domanda un pò intrusiva. Se non sono opinioni, senti che fanno parte del tuo sentire quelle idee. Nel senso appartengono al tuo essere. O le hai esposte e punto finisce la. E se fosse così, che senso ha? Per diletto? O per colpire l’immaginario altrui.
        Ovviamente non sei obbligato a dare una risposta. Se posso notare un’altra cosa nell’ultimo stralcio dici che “l’amore è l’ultimo baluardo della famiglia tradizionale”. Sento questa frase come in contrapposizione con il resto e diciamo inizia e sostiene la contrapposizione successiva. Ossia che l’amore sia semplicemente il risultato di un retaggio.
        Comunque sei molto bravo. Posso sapere che facoltà frequenti?
        ciao

      • Fabio ha detto:

        Ti ringrazio e mi fa molto piacere che ti sia piaciuto. Se la cosa può soddisfarti (dato che preferirei mantenere un po’ di mistero sulla mia losca figura :D) posso dirti che non frequento una facoltà umanistica (quindi non studio filosofia).
        Quelle che ho esposto sono idee connaturate in ciascuno di noi, e, a mio parere ciascuno passa da un estremo ad un altro nel corso della sua vita. La mia voleva essere una sorta di “dimostrazione” (con molte virgolette :D) che nessuna di queste idee in assoluto sia adeguata per tutti in ciascun momento della nostra esistenza.
        Ci sono atei che si convertono, credenti che perdono la fede, persone che si giurano eterno amore e poi si lasciano in malo modo… il mondo stesso è la migliore testimonianza che ci siano entrambe le contrapposizioni.
        Ti ritrovi meglio in una piuttosto che nell’altra? E’ giusto che sia così. In questo testo ho cercato di mantenermi equidistante e di accettare entrambe le tesi come vere (altro non è un modo per rigettarle entrambe :)).
        Se ti interessa saperlo, mi sono liberamente ispirato a queste.

  2. Chiko ha detto:

    Grazie per avermi esposto il tuo pensiero. Ragionandoci su, secondo te è plausibile che una persona “scelga” in modo del tutto autonomo un suo modo che è in contrasto con il suo essere( forse qui ci possono essere le cause di psicosi e nevrosi). O c’è forse un qualcosa che rende tutto ciò impossibile, almeno per la nostra capacità intellettiva o meglio per la fisica che ci circonda.
    Fa sempre piacere avere uno scambio di idee(o farneticazioni)

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