Blind Guardian – At the Edge of Time: Prime impressioni

Premetto che dei Blind Guardian ho ascoltato tutta la discografia, quindi spero di non scrivere stupidaggini.
Partiamo dall’inizio: dopo aver ascoltato dal sito ufficiale 3 brani tratti dall’album ed essermi convinto che tutto sommato non doveva essere male, vado fiducioso a comprarlo. Armato dei miei 20 euro prendo possesso della “Limited Edition” (o “Sboron Edition”, per gli amici).
Giunto apro la custodia, e mi trovo davanti un lavoro ben fatto: noto con piacere la cura nella scelta delle immagini unite ad un piacevole “effetto speciale” (che non vi dico per non rovinare la sorpresa).
Dopo aver creato le condizioni necessarie all’ascolto del disco (ovvero dopo aver allontanato chiunque nel raggio di 500 metri) inserisco il disco nel lettore. Prima sorpresa: il disco apre con “Sacred Worlds”, una canzone che potrebbe essere tranquillamente scritta a quattro mani con i Rhapsody. Sono stupito (piacevolmente) e la canzone, lunga 9:17 scorre alla grande. Segue un bel pezzo classico, “Tanelorn (Into The Void)” che rispecchia in tutto e per tutto lo stile dei Blind. Il disco prosegue con “Road Of No Release” che devo ammettere non mi ha detto molto. Si torna in alto con “Ride Into Obsession”, un pezzo che prende da subito, con un refrain veramente notevole. Ma è intorno a metà disco che incontriamo la perla: “Curse My Name”. E’ un pezzo dal sapore medievale, con numerose trame che si intrecciano. E’ uno di quei pezzi che mi fa pensare al soprannome del gruppo: “I Bardi”. Dopo l’estasi si torna all’azione con “Valkyries”, un altro pezzo aggressivo di scuola Blind, piuttosto bello. “Control The Divine” segue la strada della precedente ed è molto piacevole all’ascolto. Arriviamo alla “Bard’s song” del disco, la bellissima “War Of The Thrones”: un pezzo fatto da pianoforte e chitarra, con la voce di Hansi che sa regalare emozioni. “A Voice In The Dark”, pezzo scelto come singolo, è quello che più di ogni altro richiama alla mia mente i Blind classici, quelli di “Imaginations From The Other Side” e “Nightfall in Middle-Earth”. Un pezzo davvero riuscito. L’album chiude in bellezza, in modo molto simile a come avevamo iniziato: in questo caso però ci troviamo di fronte a sonorità particolari (direi orientali o arabe, ma non ne sono troppo sicuro) che si amalgamano alla perfezione con la musica dei Blind. Un ottimo finale per un buon disco. Forse lontano dai fasti passati, ma di sicuro un’ottima prova dopo il deludente “A Twist in the Myth”. Lo consiglio ai fan della band che troveranno il disco di loro gradimento. Ai neofiti consiglio “Nightfall in Middle-Earth” che, specie se sono fan di Tolkien, è un ottimo disco per entrare nel mondo dei Blind Guardian.

Se state cercando una vera recensione, vi consiglio questa.

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Informazioni su Fabio

Studente universitario (pessimo), scrittore a tempo perso, fine estimatore di libri e musica (ma anche no), nippomane.
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